Chiede la riesumazione, ma nella bara non trova il corpo del figlio | Onoranze Funebri 24


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Chiede la riesumazione, ma nella bara non trova il corpo del figlio

Lun, 09/11/2017 - 08:25

Lydia Reid, una donna scozzese, è stata suo malgrado protagonista di una vicenda che ha sollevato grande scalpore nell'opinione pubblica. Per quattro decenni, infatti, aveva chiesto che il corpo del figlio fosse riesumato, sostenendo con forza come all'interno della bara non ci fosse nulla.
La vicenda era nata a seguito della morte del figlioletto di appena sette giorni e si era trascinata nel corso degli anni, quando Lydia Reid era stata affiancata nelle sue richieste da Sue Black, una famosa antropologa. In molti avevano pensato che la donna fosse soltanto ottenebrata dal dolore, almeno sino a quando le autorità hanno risposto positivamente alla sua richiesta. La riesumazione ha permesso infatti di constatare come nella bara non ci fosse nulla, se non alcuni oggetti di vestiario e una targhetta recante il nome del figlioletto.
Intervistata dalla BBC, Lidya Reid ha affermato di aver subito capito che nella bara non poteva esserci nessuno, in quanto troppo leggera per poter essere stata riempita con un corpo.
In questi anni, proprio lei è stata una delle capofila nella battaglia portata avanti per denunciare lo scandalo relativo ai corpi di bambini morti i cui organi sono stati destinati alla ricerca, in maniera del tutto illegale.
Proprio dalla sua battaglia è venuto fuori che il servizio sanitario britannico, NHS, è stato responsabile nella conservazione illegale di circa 6mila organi, buona parte dei quali provenienti da piccoli morti in maniera prematura, nella parte conclusiva del passato millennio.
Ora naturalmente Lidya Reid vuole andare a fondo della questione, per avere almeno la consolazione di sapere cosa ne sia stato fatto del corpo del figlioletto, in modo da potersi finalmente mettere l'anima in pace.